lunedì 22 marzo 2010

Contro chi sputa sui preti

Dall'editroriale Samizdatonline

Ci scrive un missionario indignato per la campagna dei media sulla pedofilia - Il Foglio


Sono in Italia da alcuni giorni e sono davvero amareggiato, addolorato per questi continui attacchi al Santo Padre, ai sacerdoti, alla Chiesa cattolica, usando la diabolica arma della pedofilia. E’ vero, questo argomento sembra interessare più a certi giornali e alle loro fantasie e allucinazioni che al pubblico: perché ho incontrato migliaia di persone e per lo più giovani, ma nessuno mi ha posto una domanda su questa questione.
Il che significa che, sebbene esista questo flagello nel mondo e abbia intaccato anche la chiesa, con la dura, chiara e forte condanna del Santo Padre, siamo lontani anni luce da quel fenomeno di massa, come se tutti i preti fossero pedofili, come vogliono farci credere. Sono quarant’anni che sono sacerdote, sono stato in diverse parti del mondo, ho vissuto in brefotrofi, scuole, internati per bambini, ma non ho mai trovato un collega colpevole di questo delitto. Non solo, ma ho vissuto con sacerdoti, religiosi che hanno dato la vita perché questi bimbi avessero la vita.
Attualmente vivo in Paraguay, la mia missione abbraccia tutto l’umano nella sua povertà, quell’umano gettato nell’immondizia dal sensazionalismo dei media. Da 20 anni condivido la mia vita con prostitute, omosessuali, travestiti, ammalati di Aids, raccolti per le strade, negli immondezzai, nelle favelas e me li porto a casa dove la Provvidenza divina ha creato un ospedale di primo mondo come struttura architettonica, ma paradisiaco come clima umano. E in questa “anticamera del Paradiso”, come lo chiamano loro, li accompagno al Paradiso. Hanno vissuto come “cani” e muoiono come principi. Vicino alla clinica, sempre la Provvidenza ha creato due “case di Betlemme” per ricordare il luogo dove è nato Gesù, che raccolgono 32 bambini, molti di essi violentati dai patrigni o dal compagno occasionale della “madre”. Tutti i giorni ho a che fare con situazioni terribili e indescrivibili. Spesso non ho neanche la capacità di leggere i referti delle assistenti sociali, tanto sono orrende le violenze sessuali subite dai miei bambini. Eppure, dopo alcuni mesi che sono con noi, respirano un’altra aria, quell’aria che solo il fatto cristiano e l’amore di noi sacerdoti contro cui i mostri del giornalismo si scagliano, facendo di ogni erba un fascio. Aveva ragione Pablo Neruda quando definiva certi giornalisti “coloro che vivono mangiando gli escrementi del potere”.
La certezza che “io sono Tu che mi fai” che sono frutto del Mistero e non l’esito dei miei antecedenti, per quanto pessimi possano essere stati, si trasmette come per osmosi nel cuore dei miei bambini che ritrovano il sorriso. Come si trasmette anche sui “mostri” (se così vi piace chiamarli voi giornalisti… a cui tanto assomigliate per la vostra ipocrisia) parlo di quelli che sembrano divertirsi a sputare contro la chiesa) che in fondo a loro volta, spesso, sono vittime e carnefici, vittime da piccoli e carnefici da grandi, avendo vissuto come bestie. Il mio cuore di prete mentre do la mia vita per questi innocenti non può non dare la vita, come Gesù, anche per coloro di cui Gesù ha detto con parole fortissime “prima di scandalizzare uno di questi piccoli è meglio mettersi una macina da mulino al collo e buttarsi nel profondo del mare”.
Sono solo alcuni esempi, di milioni, della carità della chiesa. Mi fa soffrire questo sputare nel piatto nel quale, Dio lo voglia, anche certi morbosi giornalisti, un domani si troveranno a mangiare, perché se uno sbaglia non significa che la chiesa sia così. Questa chiesa che è il respiro del mondo. Non vi chiedete cosa sarebbe di questo mondo senza questo porto di sicura speranza per ogni uomo, compresi voi che in questi giorni come corvi inferociti vi divertite sadicamente a sputare sopra il Suo Casto Volto? Venite nel terzo mondo per capire cosa vuol dire migliaia di preti e suore che muoiono dando la vita per i bambini. Venite a vedere i miei bambini violentati che alcuni giorni fa prima di partire per l’Italia piangevano chiedendomi: “Papà quando torni?”.
Non voglio strappare le lacrime a voi che siete come le pietre ma solo ricordarvi che anche per voi un giorno quando la vita vi chiederà il “redde rationem vilicationis tuae” questa chiesa, questa madre contro cui avete imparato bene il gioco dello sputo, vi accoglierà, vi abbraccerà, vi perdonerà. Questa madre, che da 2000 anni è sputacchiata, derisa, accusata e che da 2000 anni continua a dire a tutti coloro che lo chiedono: “Io ti assolvo dai tuoi peccati, nel nome del Padre, del Figlio, dello Spirito Santo”.
Questa madre, che sebbene giudichi e condanni duramente il peccato e richiami duramente il peccatore reo di certi orrendi delitti, come la pedofilia, non chiude e non chiuderà mai le porte della sua misericordia a nessuno. Mi confortano le parole di Gesù “le porte dell’inferno non prevarranno mai”. Come mi conforta l’immensa santità che trabocca dal suo corpo di “casta meretrix”.
Allora non perdiamo tempo dietro i deliri di alcuni giornalisti che usano certi esecrabili casi di pedofilia per attaccare l’Avvenimento cristiano, per mettere in discussione la perla del celibato, ma guardiamo le migliaia di persone, giovani in particolare, incontrati personalmente in una settimana di permanenza in Italia che credono, cercano e domandano alla chiesa il perché, il senso ultimo della vita e che vedono in lei l’unica possibile risposta.
Personalmente mi preoccupa di più l’assenza di santità in molti di noi sacerdoti che altre cose per quanto gravi e dolorose siano. Mi preoccupa di più una chiesa che si vergogna di Cristo, invece che predicarlo dai tetti. Mi preoccupa di più non incontrare i sacerdoti nel confessionale per cui il peccatore spesso vive quel tormento del suo peccato perché non trova un confessore che lo assolva. Alle accuse infamanti di questi giorni urge rispondere con la santità della nostra vita e con una consegna totale a Cristo e agli uomini bisognosi, come non mai, di certezza e di speranza. Alla pedofilia si deve rispondere come il Papa ci insegna. Però solo annunciando Cristo si esce da questo orribile letamaio perché solo Cristo salva totalmente l’uomo. Ma se Cristo non è più il cuore della vita, allora qualunque perversione è possibile. L’unica difesa che abbiamo sono i nostri occhi innamorati di Cristo. Il dolore è grandissimo, ma la sicurezza granitica: “Io ho vinto il mondo” è infinitamente superiore.

Padre Aldo Trento, missionario in Paraguay

7 commenti:

  1. fare di tutta l'erba un fascio è un errore. ben più grave coprire abusi sui bambini ricorrendo al diritto canonico.

    Matteo 18, 6: "Chi invece scandalizza [è occasione di inciampo per] anche uno solo di questi piccoli, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina da mulino, e fosse gettato negli abissi."

    Ezechiele 28, 23:
    Manderò contro di essa la peste e il sangue scorrerà per le sue vie: cadranno in essa i trafitti di spada e questa da ogni parte graverà; e sapranno che io sono il Signore.

    Ripassate, magari imparate qualcosa.

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  2. Nessuno ha detto che sia giusto coprire certe infamie...Ciò che desideriamo non è certo giustificare o coprire questi abusi. E mi sembra che il Santo Padre non intenda affatto fare questo. Ma, come dici, non è giusto fare di ogni erba un fascio... Oggi si tende troppo ad attaccare la Chiesa e i suoi ministri facendo leva su episodi, gravissimi è vero, ma che non riguardano tutti. Io sono per la verità e per la giustizia e ritengo che chi sbaglia deve pagare ma è giusto anche ricordare che Gesù nei confronti dei peccatori ha usato sempre tanta misericordia. Il Vangelo di domenica scorsa ce lo ha ricordato. A dover ripassare credo che siamo in tanti...
    Grazie comunque per il tuo intervento che considero un'occasione di confronto importante.
    Un saluto!

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  3. Rimane che l'attuale papa era a conoscenza dei gravi, gravissimi episodi di pedofilia e li ha nascosti.
    Se questo è il comportamento del massimo esponente della chiesa cattolica, quale speranza e fiducia si puo' riporre nei suoi sottoposti?

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  4. Mi sembra che la Santa Sede abbia chiarito ed informato tutti di come si è svolta la vicenda di padre Murphey, ma è chiaro che è più facile credere al New York Times che, come del resto tutta la stampa, va a nozze con notizie del genere per infangare la figura del Santo Padre e la Chiesa. Io dico che Papa Ratzinger, dopo Giovanni Paolo II, ha avuto il coraggio di denunciare tutto il marcio che c'è anche nella Chiesa e l'ha fatto ancora prima di essere eletto pontefice. Da Papa mi sembra che stia facendo pulizia accurata nella Chiesa e lo fa anche con tanta sofferenza, portando sulle sue spalle una croce molto pesante. Ma a questo nessuno ci pensa, siamo buoni tutti solo a condannare e a puntare il dito, ma, come mi ha fatto osservare una mia amica, spesso chi punta il dito non si accorge di avere altre 4 dita puntate verso di sé.
    Grazie ancora per questo tuo intervento e spero di poter avere ancora l'occasione di dialogare con te.
    Un saluto!!!

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  5. Scusa Fab, dimenticavo di consigliarti di leggere la lettera del Papa all'Irlanda, vale veramente la pena! Il testo integrale lo trovi sull'Osservatore Romano.
    Ciao!

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  6. Forse il nostro amico Fab si riferisce alle accuse del NYT (che fra l'altro SI E' RIFIUTATO di pubblicare un comunicato del vescovo Timothy Dolan)ma è evidente che ignora che le accuse del prestigiso e massonico giornale d'oltre oceano, sono ampiamente inesatte. Il sacerdote accusato è stato prosciolto dalla giustizia civile e condannato da quella ecclesiastica. Oltre a seguire il consiglio di Marina invito a passare dal mio blog a documentarsi un poco. Un caro saluto.

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  7. Si, credo di si. Grazie per la precisazione!
    Un saluto!

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