giovedì 17 marzo 2011

Auguri Italia!

 

 Dal quotidiano Avvenire

 150 ANNI DELL'UNITA'

"Cattolici costruttori d'Italia"

  Napolitano apre la festa 

 

"Il Cristianesimo ha contribuito in maniera fondamentale alla costruzione dell'identità italiana attraverso l'opera della Chiesa, delle sue istituzioni educative ed assistenziali, fissando modelli di comportamento, configurazioni istituzionali, rapporti sociali, ma anche mediante una ricchissima attività artistica: la letteratura, la pittura, la scultura, l'architettura, la musica". Lo scrive il Papa nel messaggio consegnato ieri mattina al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, dal segretario di Stato, cardinale Tarcisio Bertone. Nel testo Benedetto XVI cita Dante, Giotto, Petrarca, Michelangelo, Raffaello, Pierluigi da Palestrina, Caravaggio, Scarlatti, Bernini e Borromini. "Sono solo alcuni nomi", spiega, "di una filiera di grandi artisti che, nei secoli, hanno dato un apporto fondamentale alla formazione dell'identità italiana".

Questa mattina il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, è stato accolto da forti applausi da parte delle circa 300 persone assiepate intorno al Vittoriano per assistere all'alzabandiera, primo appuntamento ufficiale dei festeggiamenti in occasione dei 150 anni dell'Unità d'Italia.

"Festeggiamo il meglio della nostra storia, sapendo che se noi italiani fossimo rimasti divisi in otto staterelli saremmo stati spazzati via dalla storia, non saremmo mai diventati un grande stato europeo". Con queste parole ieri sera Napolitano ha voluto sottolineare - in un appassionato intervento a braccio di tre minuti - la festa "di tutti noi che siamo parte di qualcosa di grande: l'Italia". Dal palco allestito in Piazza del Quirinale per partecipare alla "Notte Tricolore" in collegamento con altre piazze italiane, Napolitano ha sottolineato che oggi stiamo festeggiando "il meglio della nostra storia: abbiamo avuto momenti brutti, abbiamo commesso errori, abbiamo vissuto pagine drammatiche, ma abbiamo fatto tante cose grandi e importanti". E la cosa più importante - ha voluto ribadire - è stata unirsi, come altri paesi europei avevano già fatto.

"Ne abbiamo passato tante e - ha assicurato - passeremo anche le prove che abbiamo di fronte in un mondo forse più difficile. Ognuno ha i suoi problemi, i suoi interessi e le sue idee. Discutiamo e battagliamo. Ma ciascuno di noi deve sempre ricordare che è parte di qualcosa di più grande, che è
appunto la nostra nazione, la nostra patria, la nostra Italia. E se saremo uniti sapremo vincere tutte le difficoltà che ci attendono".

Il pensiero del Capo dello Stato è quindi volato al di fuori dei nostri confini e, sempre con al suo fianco la signora Clio, il ministro Ignazio La Russa, il sottosegretario Gianni Letta, il sindaco di Roma Gianni Alemanno e il presidente della Provincia Nicola Zingaretti, ha rivolto un augurio particolare agli "italiani in divisa: la prima cosa importante - ha detto il capo dello Stato - è che festeggiamo in tanti e non solo nelle piazze d'Italia, ma in tanti paesi pieni di italiani. Festeggiano anche gli italiani in Afghanistan, nel Kossovo, nel Libano". Quasi dei 'nuovi patriotì come quelli che "hanno combattuto per l'unità, che hanno dato la vita e hanno scritto pagine eroiche. Noi dobbiamo ricordare e rivendicare queste cose. Solo così - ha detto tornando a guardare all'oggi - possiamo guardare con fiducia al futuro, alle prove che ci attendono".

E ieri sera Napolitano ha ricevuto dal presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, comunicazione dell'ufficiale proclamazione del 17 marzo 2011 Giorno della celebrazione del 150esimo Anniversario dell'Unificazione d'Italia. Con questa sua proclamazione, spiega il Quirinale in una nota, il presidente Obama ha voluto anche "incoraggiare tutti gli americani a imparare di più sulla storia dell'unità d'Italia e ad onorare la continua amicizia tra i due popoli". Nella proclamazione il presidente Obama rende "omaggio al coraggio, sacrificio e visione dei patrioti che diedero luce alla nazione italiana" e ricorda che "mentre gli Stati Uniti combattevano per mantenere la loro Unione, la campagna di Giuseppe Garibaldi per l'unità d'Italia fu di ispirazione a molti in tutto il mondo, compresa la 39ma Compagnia di fanteria di New York conosciuta come 'la Guardia di Garibaldi'".


Un mio pensiero

Quando è stata fatta l'Italia tre erano i punti cardine  su cui si dfondava la società:  Dio,  la Famiglia e  la Patria.
Nostro malgrado, a 150 dall'unità, i nostri valori sono cambiati, stiamo creando una società asettica, ignara della storia e delle tradizioni civili e religiose. Noi adulti, facciamo fatica a trasmettere alle nuove generazioni il nostro bagaglio di esperienza e le nostre tradizioni perché considerati qualcosa di obsoleto che oggi non ha più alcun valore...Per questo motivo urge trovare una linea educativa nuova che aiuti tutti, famiglie, scuola, istituzioni a riproporre i valori fondamentali della vita. L'amore per la Patria è uno di questi, essenziale  per crescere nel rispetto sia del territorio geografico, che di tutti i cittadini per il bene dei quali molti nostri soldati sono morti nel passato e continuano a morire nel presente.
Buon compleanno Italia!

1 commento:

  1. Cara Marina putroppo sul Risorgimento ci sono state dette tante menzogne. Il papa Pio IX all'unità d'Italia era contrario perchè Cavour, la famiglia dei Savoia erano massoni ed anticlericali, perseguitavano la chiesa. Poi nel Sud sono stati compiuti grandi massacri sui contadini, impoveriti dall'imposta del macinato, dalla leva obbligatoria e impedendo di avere delle braccia forte nei campi. Inoltre noto tanto razzismo da parte della Lega che insulta noi meridionali, non c'è questa grande fratellanza. E' vero che si doveva unire l'Italia ma non come è stato fatto nel 1861.

    PS: Marina volevo anche dirti se ti è giunta un'email risalente alla settimana scora, scusami se delle volte mi mostro insistente.

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